Nuovo Android Market, un restyling non basta

Not GoodCome sappiamo, nella nuova release di Android (la 1.6, Donut), Google, ha inserito un aggiornamento del suo software Market, una parte centrale del sistema operativo (pur non facendone parte) che permette l’accesso a migliaia di applicazioni (attualmente circa 12000). A mio avviso le novità della nuova release sono poche e i maggiori problemi presenti nella 1.5 rimangono, vediamo perchè.

marketCome probabilmente già sapete, la nuova versione introduce la possibilità di visualizzare due screenshot del software inseriti dallo stesso sviluppatore, vengono introdotte nuove categorie (come sport, salute e altre) e la possibilità di ordinare i programmi tra “migliori gratuiti”, “migliori a pagamento” e “recentemente aggiunti”. Oltre a queste migliorie sull’interfaccia viene finalmente aggiunta l’Italia tra i paesi supportati per le applicazioni a pagamento, in sostanza a partire da qualche settimana anche gli sviluppatori italiani potranno vendere il loro software sul market.

Tutto qui? Purtroppo si. A parte qualche miglioria estetica non ci sono altre grosse novità, tuttavia io credo che i grossi problemi del market siano altrove e non siano stati risolti, in particolare:

  • Non esiste nessun client ufficiale per PC, le applicazioni vanno comunque cercate dal telefono o utilizzando siti di terze parti come il grandissimo cyrklet rendendo la consultazione non proprio ottimale e non permettendo l’installazione via USB come sull’iPhone.
  • Non è possibile fare un backup su sd direttamente dal Market delle proprie applicazioni o della lista di ciò che è installato. A seguito di un reset hardware bisogna reinstallare tutto, sarebbe comodo poterlo fare almeno con 1 singolo click senza dover passare in rassegna una ad una tutte le applicazioni usate in precedenza.
  • Le applicazioni non sono le stesse su tutti i dispositivi, Google crede che basti una banale whitelist, un elenco dei dispositivi “autorizzati”, per evitare la pirateria. In sostanza tutte le applicazioni protette dalla copia (alcune delle quali sono free) non vengono visualizzate su terminali non abilitati (la selezione viene fatta in base al modello e all’operatore che si sta usando, quindi, un Magic con SIM Vodafone potrebbe andare, lo stesso telefono con scheda Wind no). Questo è perfettamente inutile poichè non rallenta la pirateria (basta rootare un telefono autorizzato per copiare ciò che si vuole) e soprattutto crea il caos sui nuovi terminali (il Samsung Galaxy per i primi mesi dopo il lancio non accedeva alla maggiorparte delle applicazioni a pagamento e a moltissime applicazioni free come eBuddy).
  • Non è possibile accedere al Market da software non ufficiali, questo giustifica la nascita di vari repository paralleli come SlideMe ed altri di fatto frammentando la disponibilità di software. Spero che nel futuro, quantomeno per le applicazioni dove la licenza lo permette, venga reso possibile creare copie al di fuori dei server Google del software a disposizione come viene fatto per linux o altri software open (purtroppo dubito succederà mai).
  • Molti hanno lodato la scelta di Google di non applicare una moderazione al software (come viene fatto sull’iPhone) optando per un automoderazione degli utenti, in sostanza le applicazioni che vengono segnalate verranno valutate per la rimozione ma di default ogni software potrà entrare nel market. Questo può sembrare bellissimo fino a che non ci si fa un giro sulla lista delle nuove app e si scopre che il 50% dei nuovi arrivi è formato da applicazioni di dubbia qualità che propongono per 1 dollaro foto sexy di un attrice o una simpatica icona png da mettere sul proprio desktop come widget. Quantomeno va introdotto un sistema di filtraggio basato sul rating o una sorta di ranking più pesato.

Insomma, concludendo, se fosse una recensione non mela sentirei di dare più di 3/5 a questo prodotto, ma, purtroppo, sebbene si tratti di un sistema Open, al momento non ci sono buone alternative a questo software e non ci resta che aspettare Eclair sperando in qualcosa di meglio.

Nota: AndroidGuys ha postato di recente un articolo molto simile (ma del tutto indipendente)